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Il Comune di Caltagirone

Caltagirone
Caltagirone

  • Abitanti: 39.225
  • Fax: 0933 41329
  • Telefono Municipio: 0933 41111
  • Internet:  www.comune.caltagirone.ct.it
  • Superficie: 383 kmq
  • Altezza s.l.m.: 600 m
  • Distanza: 68 km da Catania

Posizione:
sulle pendici sud-orientali dell'Etna.

Scala Caltagirone

Cenni storici:
Sorta probabilmente nel III millennio a.C., Caltagirone è considerata uno dei primi abitati della Sicilia. Sul colle di Sant'Ippolito sono venuti alla luce resti di un villaggio capannicolo risalente al periodo neolitico; le necropoli scoperte in contrada Montagna e in contrada degli Angeli, risalenti al secondo millennio a.C., testimoniano non soltanto nutriti insediamenti umani in epoca molto remota, ma per la loro analogia con le necropoli di Pantalica e di Cassibile confermano che Caltagirone fu un centro notevole della civiltà siciliana detta appunto Pantalica che coincise con quella Ausonia e con l'affermazione della supremazia dei Fenici nel Mediterraneo.
Altre necropoli, oltre quelle già citate, scoperte nei dintorni della città, sono databili al periodo siculo e siceliota, confermando così che Caltagirone fu colonia greca tra l'VIII ed il VII secolo a.C.. Ma del periodo della colonizzazione greca, della dominazione romana e bizantina non è rimasta alcuna traccia che possa colmare un vuoto di secoli nella storia di Caltagirone, storia che ebbe inizio con la dominazione degli Arabi, ai quali deve il suo stesso nome.
Qalat Alghiran, cioè castello delle grotte.
E alla dominazione araba risale la prima lavorazione della maiolica, accanto a quella più antica della ceramica, che ha costituito per secoli la maggiore risorsa economica della città.
Liberata per breve tempo dalla dominazione araba dai Genovesi che la occuparono nel 1030 (e vi insediarono, sembra, una colonia di Liguri, ai quali sarebbe dovuta l'introduzione del culto di S.Giorgio), lo fu definitivamente con l'occupazione dei Normanni, nel 1090.
Tale occupazione fu facilitata dagli stessi abitanti che scacciarono gli arabi asserragliati nella roccia di Judica, ottenendone, per ricompensa, dal normanno Ruggero I, un vasto territorio ed una certa autonomia amministrativa e politica.
Nei secoli XIV e XV fu soggetta, in tempi diversi, alla servitù feudale dei Chiaramonte, dei Moncada e degli Alagona, ma nel 1464 fu affrancata e posta sotto il diretto dominio della corona. Per questa sua posizione ebbe dal Re di Castiglia Ferdinando IV e ancor più da Carlo V (al quale Caltagirone offrì una galea armata comandata da Antonio Gravina nella guerra contro i Turchi del 1534) particolari privilegi e riconoscimenti.
Danneggiata dal terremoto del 1542, fu interamente distrutta da quello del 1693.
Ricostruita nei primi anni del XVIII secolo, con impronta architettonica tipica del barocco siciliano, fu arricchita di monumenti e di edifici pubblici e religiosi, segnando anche una progressiva ripresa sul piano economico.
Nel 1799 osteggiò decisamente l'esplosione del giacobinismo in Sicilia e nel 1818 fu eretta a sede vescovile. Nel luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu gravemente devastata dai bombardamenti, sotto i quali trovarono la morte oltre settecento caltagironesi.
Vi nacquero il Beato Innocenzo da Caltagirone (XVI secolo), i figurinai ceramisti Giacomo Bongiovanni (XVIII secolo) e Giuseppe Vaccaro Bongiovanni (XIX secolo) e Luigi Sturzo (1871-1959), sacerdote, sociologo e politico, fondatore del Partito Popolare Italiano (1919) di cui fu primo segretario fino al 1923.

Cenni urbanistici:
La topografia della zona è molto movimentata e di conseguenza la pianta della città è molto irregolare.
Si distinguono due settori: il maggiore è situato a nord-ovest ed è il più antico e il più elevato, mentre il minore è situato a sud-est, è rappresentato dai quartieri più recenti ed ha una pianta a scacchiera con ampie vie rettilinee.

Economia:
Prodotti agricoli: agrumi, vino, uva, cereali, olive, olio, mandorle, pesche.
Allevamenti: ovini, caprini, bovini, suini, equini.
Industrie ed Imprese: molini, pastifici, fabbriche di materiali da costruzione, segherie, fabbriche di infissi, fabbriche di scope, di calzature, di confezioni, di imballaggi, di attrezzi rurali.
Artigianato: ceramiche artistiche e lavori in terracotta (vengono ancora oggi utilizzati i sistemi e materiali che si usavano secoli fa), tessiture.

  Monumenti Caltagirone

Beni monumentali:
Poco resta della Caltagirone medioevale: nell'abitato si può segnalare solo il campanile di San Giorgio. Al Rinascimento, oltre a varie opere dei Gagini nelle chiese e alla celebre tavola della SS Trinità, di scuola fiamminga, conservata in San Giorgio, appartengono due edifici interessanti, di carattere insolito in Sicilia: la Corte Capitaniale, basso e nobile edificio di gusto gaginesco, e il Palazzo Polino-Gravina, costruito verso la metà del '500.
La Chiesa di San Francesco d'Assisi Dello stesso periodo la vecchia Matrice di Santa Maria del Monte e la Chiesa del Gesù (ove si conservano superbe opere di Polidoro da Caravaggio e del Paladino). Vastissimi gli apporti dell'architettura barocca: la Chiesa di San Giacomo, del 1694, la Chiesa del Rosario (il cui pavimento in maiolica, benchè del 1802, rientra ancora nella tradizione barocca), la Chiesa di San Francesco d'Assisi. Più avanti si manifesta l'interessante opera eclettica di G.B.Basile, creatore della Villa, bellissimo giardino pubblico con decorazioni in ceramica e ispiratore della caratteristica facciata di San Pietro, essa pure rivestita di ceramiche a vivaci colori.

Caltagirone oggi:
Uno tra i più importanti centri della provincia, è noto soprattutto per le sue fiorenti tradizioni nell'artigianato delle ceramiche e delle terrecotte, cui si dedicano ancora numerose piccole e medie aziende che utilizzano ancora gli stessi sistemi e gli stessi materiali dei secoli passati. A Caltagirone operano anche industrie operanti nei settori molinitorio e della pastificazione, dei materiali da costruzione e del legno. Inoltre sono presenti numerose fabbriche artigianali di scope, calzature, confezioni, imballaggi, attrezzi rurali e alcune tessiture artigiane. Grazie alla fertilità dei terreni si hanno forti produzioni di uva, agrumi, ortaggi, olive, mandorle, cereali e pesche. Il patrimonio zootecnico conta oltre 20.000 capi tra ovini, bovini, caprini, suini ed equini. Su Caltagirone gravitano gli interessi commerciali di numerosi centri vicini. Buono è l'apporto economico del movimento turistico (29.000 presenze alberghiere annue).

Biblioteche e Musei:
Biblioteca comunale, Biblioteca dell'Istituto di sociologia "Luigi Sturzo", Biblioteca del Museo della Ceramica, Biblioteca del seminario vescovile "Pio IX". Musei: Musei civici, Museo Regionale della Ceramica, Pinacoteca Sturzo, Mostra della ceramica, Museo dei Cappuccini.

Altre informazioni:
Zone archeologiche: Colle di Sant'Ippolito, contrada Montagna, contrada degli Angeli. Scuole (istituti superiori): istituto professionale per l'industria e l'artigianato, istituto dell'arte per la ceramica, istituto tecnico agrario, istituto tecnico commerciale e per geometri, liceo classico, liceo scientifico, istituto di sociologia, istituto magistrale, istituto professionale per l'agricoltura, istituto tecnico industriale.

Ricorrenze:
25 luglio: festa in onore del di S.Giacomo, patrono di Caltagirone.
31 maggio: festa della Madonna dei Comadomini.
1-31 luglio: estate calatina.
Marzo: rassegna internazionale del fischietto in terracotta.
Maggio: biennale della ceramica siciliana.
Dicembre: trofeo internazionale di scherma.
Fiere: 4-6 gennaio, 22-24 marzo, 31 maggio (bestiame), 23-25 luglio, 22-23 agosto, 3^ domenica di settembre, 12-13 dicembre.

PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

 
 
 
 
 

Progetto Catania a Colori

 
 
 
 
 

ADOZIONE
Decreto del Commissario Straordinario n. 285 del 28/12/2022

Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
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